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Assegno nucleo familiare, solo domande telematiche



Dott. Fabio Murdolo



Dal 1.04.2019 l’Inps ha introdotto una novità in merito agli assegni per il nucleo familiare (ANF) e con la circolare 22.03.2019, n. 45, ha fornito le prime indicazioni. La novità riguarda la modalità di presentazione delle domande: fino al 31.03, venivano consegnate dai lavoratori dipendenti ai datori di lavoro in forma cartacea, mentre oggi è obbligatorio l’invio telematico della richiesta tramite il sito Inps. Non sarà più possibile presentare il modello “ANF/DIP” (SR16) a decorrere dal 1.04.2019.




Le domande inviate tramite il canale telematico saranno direttamente recepite dall’Inps al fine di verificare il diritto del lavoratore al beneficio dell’ANF e al fine di stabilire la misura della prestazione familiare, individuando gli importi mensili e giornalieri spettanti al singolo.
Il richiedente riceverà, in seguito, una
comunicazione riportante l’esito della domanda presentata, solamente nel caso in cui fosse respinta. Sarà possibile verificare l’esito su “consultazione domanda” all’interno dell’area riservata.
Se il nucleo familiare dovesse
variare, o qualora cambiassero i redditi dichiarati, il lavoratore dovrà presentare una domanda di variazione, sempre in modalità telematica, per il periodo di interesse.
Qualora il rilascio degli assegni sia subordinato al possesso dell’autorizzazione ANF, il lavoratore interessato dovrà presentare, sempre in modalità telematica, la domanda di autorizzazione, in aggiunta alla documentazione prevista.




Di seguito, le istruzioni ai lavoratori per effettuare la richiesta:
dipendenti di azienda del settore privato non agricolo: la domanda ANF va presentata all’Inps solamente in modalità telematica tramite accesso al portale mediante il PIN dispositivo, oppure recandosi a un patronato o un intermediario;
dipendenti di aziende del settore privato agricolo: se con contratto di lavoro a tempo indeterminato (OTI) la domanda ANF va presentata al datore di lavoro con il modello cartaceo “ANF/DIP” (SR16);
dipendenti di aziende cessate o fallite: gli ANF sono corrisposti direttamente tramite l’Inps (circolare 136/2016); si continuerà a inviare le domande tramite web, accedendo al servizio “Funzione ANF Ditte cessate e Fallite”; oppure tramite Contact Center multicanale, telefonando al numero verde (servizio a pagamento usufruibile solamente se si è in possesso del PIN); tramite patronati o altri intermediari, attraverso i servizi telematici.




I datori di lavoro potranno consultare gli importi teorici degli ANF spettanti ai lavoratori, calcolati dall’Inps, in una specifica sezione del Cassetto previdenziale aziendale. Spetta al datore di lavoro, successivamente, ricalcolare le somme spettanti ai lavoratori sulla base della tipologia di contratto sottoscritto (full time o part time) e verificando le presenze o assenze durante il periodo di riferimento. L’importo non può superare quello teorico mensile calcolato dall’Istituto.
Ad avviso di chi scrive, sarà una novità apprezzabile per le aziende e per i professionisti. Se da un lato i lavoratori saranno “
costretti” a una procedura più rigida e impegnativa nella prestazione delle istanze, i datori di lavoro non saranno più responsabili nell’effettuare particolari accertamenti e valutare i singoli casi, ma dovranno esclusivamente recuperare dall’Inps (ci auguriamo in via telematica, magari massiva) gli importi spettanti, senza entrare nel merito delle condizioni soggettive di spettanza.

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