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NOVITA’ IN MATERIA DI DIRITTO SOCIETARIO IMMEDIATAMENTE OPERATIVE



Dott. Fabio Murdolo



PREMESSA

La “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”  (L. 19.10.2017 n. 155) ha previsto, all’art. 14, anche importanti novità in materia di diritto societario. La delega è stata attuata con il DLgs. 12.1.2019 n. 14.



Entrata in vigore

L’entrata in vigore della nuova disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza è in generale fissata per il 15.8.2020, cioè decorsi 18 mesi dalla data di pubblicazione del DLgs. 12.1.2019 n. 14 sulla Gazzetta Ufficiale (avvenuta sul S.O. n. 6 alla G.U. 14.2.2019 n. 38).

Gran parte delle novità in materia di diritto societario, tuttavia, sono entrate in vigore il 16.3.2019, trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del DLgs. 12.1.2019 n. 14 sulla Gazzetta Ufficiale.

In particolare, sono già operative le novità in materia di:

    • responsabilità verso i creditori sociali nelle srl;
    • assetti organizzativi delle società;
    • quantificazione del danno in caso di indebita prosecuzione dell’attività sociale;
    • denuncia al Tribunale nelle srl;
    • nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore legale nelle srl.

 RESPONSABILITÀ VERSO I CREDITORI SOCIALI NELLE SRL

Anche nelle srl è stato precisato che:

    • gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale;
    • l’azione  può essere  proposta dai  creditori quando  il patrimonio sociale  risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti;
    • la rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali;
    • la transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.

ASSETTI ORGANIZZATIVI ADEGUATI

Ai sensi del nuovo art. 2086 co. 2 c.c., l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di:

    • istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale;
    • attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Tale dovere presenta ricadute sia nelle società di persone che in quelle di capitali.



QUANTIFICAZIONE DEL DANNO RISARCIBILE PER L’INDEBITA PROSECUZIONE DELL’ATTIVITÀ SOCIALE

La Legge delega aveva incaricato il Governo anche di definire i criteri di quantificazione del danno risarcibile nell’azione di responsabilità promossa contro l’organo di amministrazione della società e fondata sulla violazione di quanto previsto dall’art. 2486 c.c., ai sensi del quale, si ricorda, al verificarsi di una causa di scioglimento e fino al momento del passaggio di consegne al liquidatore, gli amministratori mantengono il potere di gestire la società ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale.


All’art. 2486 c.c., quindi, è stato aggiunto un terzo comma secondo il quale: “quando è accertata la responsabilità degli amministratori a norma del presente articolo, e salva la prova di un diverso ammontare, il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura.””

La norma – spiega la Relazione illustrativa – “si fa carico di risolvere, anche in funzione deflattiva, il contrasto giurisprudenziale esistente in materia e l’obiettiva difficoltà di quantificare il danno in tutti i casi, nella pratica molto frequenti, in cui mancano le scritture contabili o le stesse sono state tenute in modo irregolare”.


DENUNCIA AL TRIBUNALE NELLE SRL

La riforma del diritto societario aveva cancellato il potere di denuncia al Tribunale di gravi irregolarità da parte dei soci di srl, lasciando, tuttavia, nell’incertezza la legittimazione in capo all’organo di controllo di nomina obbligatoria. 

Viene ora inserito un nuovo co. 6 nell’art. 2477 c.c., ai sensi del quale:

Si applicano  le disposizioni dell’articolo 2409 anche se la società è priva di organo di controllo”.

La richiesta di controllo giudiziario, quindi, in tutte le srl, può pervenire:

    • da soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale sociale;
    • dal collegio sindacale o dal sindaco unico (ove esistenti).


NOMINA OBBLIGATORIA DELL’ORGANO DI CONTROLLO O DEL REVISORE DI SRL

I co. 2 e 3 dell’art. 2477 c.c. sono stati sostituiti con il seguente testo: “La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:

  • è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti”.

A parte la conferma delle ipotesi correlate all’obbligo di redazione del bilancio consolidato e al controllo di una società obbligata alla revisione legale dei conti, quindi, si sostituisce la condizione connotata dal superamento per due esercizi consecutivi di almeno due dei limiti indicati dall’art. 2435-bis c.c. in tema di bilancio in forma abbreviata (totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000,00 euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000,00 euro; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità) con l’espressa condizione del superamento per due esercizi consecutivi di almeno uno dei seguenti limiti:

    • totale dell’attivo dello stato patrimoniale pari a 2 milioni di euro;
    • ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 2 milioni di euro;
    • dipendenti occupati in media durante l’esercizio pari a 10 unità.

Oltre all’abbassamento delle soglie per l’insorgenza dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore, è da segnalare come:

    • mentre nella previgente disciplina, ai fini dell’insorgere dell’obbligo della nomina occorreva il superamento di almeno due degli elementi indicati (non necessariamente gli stessi) per due esercizi consecutivi, la nuova disciplina ritiene sufficiente il superamento di uno solo degli elementi indicati (anche diversificato) per due esercizi consecutivi;
    • si precisa, altresì, che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore correlato alla condizione in esame cessa quando, per tre esercizi consecutivi, e non più per due, non sia superato alcuno dei predetti limiti.

Entrata in vigore

Anche la previsione normativa che ha inserito la disciplina in esame è in vigore dal 16.3.2019.

Tuttavia, è fissato in 9 mesi dal 16.3.2019 il termine entro il quale le srl e le cooperative  dovranno provvedere a nominare l’organo di controllo o il revisore legale e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto.

Di conseguenza, entro il 16.12.2019, le srl dovranno essere “pronte”, (anche) sotto il profilo della strutturazione dei controlli, a dare attuazione alle novità in materia di crisi d’impresa da applicarsi a decorrere dal 15.8.2020.

A tali fini, quindi, onde evitare di procedere a specifiche convocazioni, si potrebbe optare per la nomina dell’organo di controllo o del revisore legale nel corso dell’assemblea chiamata ad approvare il bilancio relativo all’esercizio 2018.


Adeguamenti statutari

Si tenga presente, altresì, che lo statuto delle srl è da uniformare solo in presenza di disposizioni sui controlli non conformi al nuovo dettato normativo, e non in presenza di clausole recanti un mero rinvio alla legge.

In particolare, le modifiche non sembrano necessarie in presenza di clausole connotate dal seguente tenore letterale:

    • La nomina dell’organo di controllo o del revisore avviene nei casi in cui la legge renda tale nomina obbligatoria”;
    • La nomina dell’organo di controllo o del revisore si rende obbligatoria al superamento dei parametri previsti dall’art. 2477 c.c.”.

Diversamente, si dovrà intervenire su una clausola statutaria del seguente tipo: “La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria al superamento dei parametri di cui all’art. 2435-bis c.c. e negli altri casi previsti dall’art. 2477 c.c.”.


 

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