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Amministratori e soci di SRL: non più dovuti i Contributi Commercianti


Con l’ordinanza 1759/2021 la Cassazione esclude l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti per i soci e gli amministratori di SRL


L’ordinanza numero 1759 della Corte di Cassazione, sezione civile,  interviene sulla questione della doppia posizione contributiva per coloro che sono, al contempo, soci e amministratori di SRL, dovuti al versamento dei contributi commercianti  e dei contributi dovuti alla gestione separata per la loro presenza in qualità di amministratori o consiglieri retribuita (di norma con un cedolino).

Viene affermato un principio importante: l’attività intellettuale  tipicamente sovlta dall’amministratore di una SRL non presenta le  caratteristiche necessarie per poter iscrivere il socio che svolge questo incarico alla gestione commercianti.

Coloro che sono, al contempo, soci e amministratori di SRL, sono stati fino ad oggi  soggetti alla iscrizione alla  gestione commercianti per l’attività espletata nell’impresa come socio che produce redditi di impresa, e alla  gestione separata per il reddito percepito per l’incarico di amministratore. Pertanto doppia imposizione per una attività che di norma risulta essere la stessa.



La Corte di Cassazione,  interviene con una interpretazione importante: non viene messo in discussione il principio della doppia contribuzione, essendo previsto dalla Legge, ma si discute l’interpretazione che di questa ha dato la prassi, ritenendo che “il facere che avrebbe giustificato una doppia iscrizione avrebbe dovuto essere diverso e distinto da quello di amministratore, e che nella specie lo svolgere attività di supervisione, fungere da referente per i clienti e fornitori o l’avere assunto un dipendente rientravano tutte nelle competenze dell’amministratore”, che “lo svolgimento […] della sola attività di amministratore, senza alcuna partecipazione diretta all’attività materiale ed esecutiva dell’azienda” non può essere sufficiente a giustificare l’iscrizione alla posizione commercianti, e che “né, di per sé, la qualifica di socio di una società di capitali (con responsabilità limitata al capitale sottoscritto e con partecipazione alla realizzazione dello scopo sociale esclusivamente tramite il conferimento di tale capitale) può essere significativa dell’esercizio di diretta attività commerciale nell’azienda”.

In definitiva, con l’ordinanza numero 1759 del 27 gennaio 2021, la Corte di Cassazione stabilisce che l’attività intellettuale di direzione e coordinamento svolta dall’amministratore di società di capitali, se retribuita, è soggetta a contribuzione separata (nei limiti del corrispettivo percepito); che questo incarico, da solo, non ha i requisiti necessari per poter essere inquadrato nella gestione commercianti, e che, in ogni caso, tale iscrizione è esclusa per coloro che sono solo soci di capitale.

Graverà sull’INPS l’onere di dimostrare la “partecipazione diretta all’attività materiale ed esecutiva dell’azienda” se vorrà iscrivere il socio-amministratore di Società a responsabilità limitata alla gestione commercianti  dovendosi escludere, grazie all’ordinanza in questione, la possibilità di una iscrizione d’ufficio per il solo fatto di ricoprire entrambe le posizioni di socio e amministratore, come invece finora avvenuto.

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