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Crisi aziendale? Attenzione ai dipendenti.

Si sa che le brutte notizie sono  più “importanti” o meglio piu’ sentite  di quelle buone. Una qualsiasi notizia negativa o situazione di crisi può  influire sulla vita e le percezioni dei dipendenti, poiché ne va della loro stessa reputazione e quindi della loro “adesione” al progetto imprenditoriale di cui fanno parte, senza tener conto dei riflessi economici che una crisi aziendale ha, e potrebbe avere sulla loro vita privata.
CRUCIALE LA COMUNICAZIONE CON I DIPENDENTI. In questi casi la fonte attraverso cui vengono a conoscenza delle notizie negative è cruciale. Scoprirla dall’esterno, attraverso i media, pettegolezzi, chiacchere da bar,  determina un alto livello di choc e di frustrazione, che va ad intaccare il livello di fiducia verso il proprio datore di lavoro. In poche parole, il “capo” sapeva ma ha nascosto al suo stesso staff la notizia, senza sentire il bisogno di informarlo (magari anche per vergogna, o per paura di essere abbandonato). Da una serie di ricerche, si scopre come la maggior parte delle crisi aziendali vengano a conoscenza del personale dipendente da altri fonti, e raramente direttamente dal “capo”.
Nel descrivere le proprie sensazioni i dipendenti hanno parlato di ansia, paura, sconforto, insoddisfazione, delusione e altri segnali che mostrano l’inadeguatezza di una mancata comunicazione preventiva.

La loro reazione può condizionare la reputazione dell’azienda

Questo è importante in quanto i dipendenti non sono semplicemente dei ricettori passivi di notizie, ma anche il primo canale attivo di comunicazione verso l’esterno.
Sono mariti, mogli, vicini di casa, consumatori  padri e madri che dialogano con la comunità in cui opera l’azienda. Per questo è bene istruirli nei periodi pre-crisi,  per evitare che siano presi dal panico e che possano ingigantire problemi non cosi’ rilevanti. Devono ricevere una formazione attenta riguardo a cosa possono comunicare e come devono farlo. Infatti il modo in cui questi reagiranno o risponderanno in situazioni di crisi, potrà condizionare la reputazione dell’azienda, soprattutto a livello locale, (vale quindi in modo particolare per le piccole medie aziende) dal momento che la loro voce è spesso percepita come più credibile.
Tuttavia il fatto che questi agiscano e reagiscano per difendere in modo consapevole la propria organizzazione dipende dalla volontà e dalla capacità di poterlo fare. In sostanza da quanto i dipendenti si identificano e si sentono legati all’azienda. Più stretto è il legame, tanto più i dipendenti si sentiranno personalmente attaccati dalle notizie dei media, dalle chiacchiere, dai petegolezzi, contribuendo fattivamente alla smentita di notizie anche false.
TEMPESTIVITÀ E CREDIBILITÀ. Come fare quindi per gestire una crisi a livello organizzativo? Sono due le sfide principali che bisogna affrontare internamente: tempestività e credibilità. Come ogni persona nell’era dei social media e della comunicazione digitale, anche i nostri dipendenti sono sovraccarichi di informazioni, e non è banale che l’azienda riesca a comunicare in tempo e con la giusta preparazione. Questo è reso ancora più duro dalla credibilità dell’informazione esterna e della fiducia che riponiamo nei media tradizionali. Molto spesso, proprio per carenza di comunicazione fra “capo” e dipendenti, loro stesso credono di piu’ alle notizie esterne.

La capacità e la volontà di difendere la propria azienda cresce al crescere della connessione e integrazione con l’azienda stessa. Maggiore sarà l’attaccamento all’azienda, maggiore sarà il senso di fiducia che viene comunicato anche all’esterno. E’ risaputo che per uscire da una crisi aziendale, serve la fiducia all’interno dell’ azienda stessa, ma serve anche la fiducia che le altre aziende (fornitori, clienti, Enti pubblici ecc..) riportano nei confronti della nostra azienda.

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