Side Menu

Ultimi Articoli Pubblicati

Blog

FINANZIAMENTI A CHI VANNO E COME OTTENERLI


In momenti di crisi, con il mercato sempre piu’ competitivo, è spesso necessario ricorrere agli Istituti di Credito, sia per finanziare nuovi progetti, sia per motivi meno “nobili” come necessità di liquidità immediata. A fine mese ci sono le Ri/Ba in scadenza, poi gli stipendi, poi i contributi, e gli incassi tardano ad arrivare, perchè il cliente la tira per le lunghe, perchè il lavoro è stato fatto per conto di un Ente Pubblico, per tanti altri motivi.

E’ quindi prassi ricorrere alla banca per poter avere la liquidità necessaria ad affrontare tutta una serie di scadenze e di impegni.

Ma il punto più’ importante è: cosa fare per avere quell’aumento del fido, lo sconto di quella fattura su un lavoro di grosse dimensioni, oppure l’aumento del castelletto Ri/Ba, oggi che le banche sono sempre più’ restie a concedere, prese come sono fra rating, Basilea 1,2,3, CICR , CRIF? Come sono lontani i tempi in cui l’imprenditore entrava in ufficio del direttore e con una semplice stretta di mano poteva avere l’aumento di fido necessario, lo sconfino temporaneo; altri tempi, preistoria.


In Italia, l’84% delle imprese ha realizzato investimenti nell’ultimo esercizio, leggermente superiore alla media Ue, ma il 9% ha difficolta’ a ottenere finanziamenti, nel 2016.  È quanto emerge dall’indagine del gruppo Bei su investimenti e finanza, condotta su scala europea, coinvolgendo oltre 12.500 imprese, di cui 622 italiane, nel periodo luglio-ottobre 2016.

In particolare, quasi un’impresa su 10 in Italia, ovvero il 9%, risente di scarsi finanziamenti: si tratta della percentuale piu’ alta dell’insieme dell’Ue che comprende le imprese alle quali e’ stata respinta la richiesta di finanziamento, quelle fatte desistere nella richiesta, quelle che hanno ottenuto importi inferiori o a tassi troppo elevati.

La sostituzione di edifici, macchine, impianti e informatica (IT) esistenti rappresenta la priorita’ di investimento per il 36% delle imprese che pianificano di investire nel corso del prossimo triennio. Poco piu’ di un quarto delle imprese, in compenso, considera prioritario investire per ottenere nuovi prodotti e servizi. Quasi meta’ delle imprese del settore delle costruzioni e delle infrastrutture sceglie soprattutto d’investire per sostituire capacita’ esistente. Il 19% circa delle Pmi non pianifica di investire nel prossimo triennio.


Non meno importante la quota delle aziende che invece ha necessità impellenti di ristrutturazioni del debito, in sostanza di immettere nuova liquidità.


Per poter “affrontare” le Banche in maniera da uscirne vincitori è necessario che l’impresa sia accompagnata da professionisti competenti che riescono ad individuare quali sono le criticità all’interno dell’impresa stessa e a fare dei punti deboli dei punti di forza; l’azienda non sarà impreparata di fronte ad un eventuale diniego perchè saranno preparate per tempo le alternative.

“La ripresa degli investimenti e’ cruciale per accompagnare l’uscita dell’Italia da anni di crisi”, ha detto il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, alla presentazione dell’indagine Bei su investimenti e finanza nel 2016. 

“Dal lato del credito, la propensione ad assumere rischi da parte delle banche italiane rimane prudente, nonostante gli stimoli della politica monetaria fortemente espansiva. Il trend dei crediti concessi alle imprese ha visto un ritorno a tassi di crescita leggermente positivi in Italia solamente alla fine del 2015. Il rischio di un prolungato periodo di sotto-investimento in termini relativi, ossia rispetto ad altri Paesi, e’ quello di minare la competitivita’ a medio e lungo termine dell’economia italiana”, ha affermato il vice presidente della Bei.

2

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.