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Finanziamenti soci nelle SRL senza delibera dell’Assemblea cosa si rischia


La Corte di Cassazione, riqualifica come ricavi occulti i finanziamenti soci privi di delibera assembleare

Nel malaugurato caso  di verifica fiscale in azienda una delle partite di bilancio che piu’ viene contestata è il finanziamento (fruttifero o infruttifero) effettuato dai soci alla propria società. In modo speciale per le Società a responsabilità limitata a ristretta base sociale, questa voce di bilancio diviene spesso di facile contestazione, in quanto considerata una modalità alternativa per fare rientrare in azienda dei ricavi occulti.

Su questa traccia si esprime la Cassazione con l’ordinanza n.24746 nella quale viene per evidenziato che:

“non poteva essere degradata a mera irregolarità formale l’assenza di verbali assembleari […], quando invece ne costituisce elemento contabile fondamentale al fine della qualificazione quale prestito soci […]. In altri termini, la legittimità di un finanziamento soci – opponibile al Fisco – richiede la regolarità formale delle delibere assembleari e delle scritture contabili, in tempi coerenti con l’andamento finanziario del periodo, diversamente l’erogazione finanziaria deve ritenersi re-immissione in azienda di utili occulti “


Il finanziamenti dei soci nelle Società a responsabilità limitata, da un punto di vista civile, sono disciplinati dall’articolo 2467 del Codice civile, diviso in due commi, in cui nulla si dice in merito alla necessità di una delibera assembleare.

Dal punto di vista fiscale, la norma di riferimento è l’articolo 46 comma 1 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), il quale non prevede un trattamento differenziato per le Società a responsabilità limitata, rispetto a quanto prescritto per una qualsiasi altra tipologia di ente commerciale.

Inoltre, può essere importante ricordare, la precedente ordinanza n.6104 della Corte di Cassazione, sullo stesso argomento, pubblicata il 1 marzo 2019, secondo la quale “non vi è nella norma alcun riferimento a una forma legale imposta per detti finanziamenti. Ne consegue che […] occorre applicare i criteri generali valevoli per il diritto societario. […] Invero il bilancio di esercizio è proprio il documento contabile fondamentale che la società è obbligata a redigere per dar conto dell’attività svolta nel relativo esercizio sociale. […] Dunque, può affermarsi che il bilancio […] è il documento principale da cui dover partire per qualificare la natura di un’entrata patrimoniale per la società. Invero la mancanza dei verbali assembleari di finanziamento non può essere considerata dirimente […]. La circostanza che l’operazione sia stata contabilizzata in bilancio la rende opponibile ai terzi, ivi compreso l’Erario”.

In definitiva la Corte smentisce se stessa e pone il contribuente in una posizione di inferiorità nei confronti degli organi accertatori; presunte irregolarità formali , incapacità reddituale o finanziaria dei soci, o altri elementi indiziari, possono essere considerati sufficienti per riqualificare questi finanziamenti come ricavi in nero e la loro restituzione come distribuzione di utili extra contabili.

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