Side Menu

Ultimi Articoli Pubblicati

Blog

Il Punto sull’Anatocismo

La corte di Cassazione, con sentenza del 2004, ha dichiarato illegittimo l’anatocismo bancario. Sentenza successivamente recepita  dal governo Letta nel 2014 che nel decreto di Stabilità ne dichiarava il divieto. Alla legge però  non è seguito un comportamento di osservanza da parte delle Banche che hanno continuato con la loro condotta di indubbia efficacia dal punto di vista dei profitti, a scapito del cliente.
Ora il problema è stato risolto dall’attuale  governo, che ha stabilito come l’anatocismo trimestrale sugli interessi convenzionali sia stato formalmente  annullato.


Viene sostanzialmente  legalizzato l’anatocismo ANNUALE, anche se in forma non diretta.

 

I piu’ colpiti saranno le piccole e medie aziende: coloro che utilizzano maggiormente le   “linee di affidamento a breve termine”

A rimetterci pertanto  saranno soprattutto le piccole imprese  che utilizzano “fidi a breve termine” e cioè scoperti di conto corrente, anticipi fatture, sconto cambiali commerciali, anticipi fornitori, ecc..

Il meccanismo è il seguente: è vero che l’utilizzo  delle linee di affidamento  ENTRO i limiti concessi  non provoca interessi di mora, ma è pur vero che per una serie di “invenzioni” bancarie è spesso difficile rimanere ENTRO i parametri stabiliti.

INTERESSI DI MORA. L’anatocismo si applicherà invece,  agli ‘interessi di mora’: quelli relativi a un utilizzo ‘eccedente’ le linee di credito oppure non fronteggiato da fido e calcolati sulla base di tassi non negoziati con i clienti e che sono pari mediamente al doppio di quelli convenzionali (mediamente fra il 15% e il 20%) a cui è possibile assimilare l’utilizzo “non regolare” delle linee di credito.

 


Ecco un breve elenco delle “invenzioni” bancarie che provocano lo SFORAMENTO del fido, spesso in maniera “INVISIBILE” per il cliente..

 

  • DISPONIBILITÀ ASSEGNI: indica  la data dalla quale è concretamente possibile disporre degli importi versati attraverso assegno bancario. Se viene versato un assegno bancario, quell’importo non sarà subito disponibile, lo diverrà solo dopo circa quattro-cinque giorni perché la banca deve cautelarsi di fronte al rischio insolvenza. Quel lasso temporale di attesa è stabilito in base a un accordo interbancario e serve a tutelare gli istituti di fronte al rischio che quell’assegno risulti privo di copertura. La cosa che appare incredibile, è che nell’era di Internet siano necessari quattro-cinque giorni per capire se un assegno è coperto o meno.
  • VALUTA: il giorno da cui da cui decorre il calcolo degli interessi. Sugli assegni versati questa viene posticipata mediamente di un lasso di tempo che va da tre a sei giorni. In tal modo la banca ci guadagna la differenza tra gli interessi che percepisce sul mercato interbancario per il fatto di aver depositato oggi l’importo degli assegni versati dal cliente e gli interessi che invece il cliente percepisce dopo giorni. Sugli assegni emessi l’operazione è inversa: emetto un assegno datato 31 marzo mi viene in realtà addebitato da tre a sei giorni prima.
  • GIORNI BANCA: un quantitativo di giorni che la banca, per aumentare il rendimento di ogni singola operazione, aggiunge a sua discrezione  a ciascun effetto in scadenza nei fidi per anticipo crediti, allargando così il periodo su cui calcolare gli interessi. Maggiorando il numero dei giorni, il totale degli interessi sarà più elevato.
2

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.