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Sancita la fine dell’Anatocismo Bancario.

Dal 1° ottobre 2016 verrà definitivamente sancita la fine dell’Anatocismo Bancario sui conti correnti. Infatti con un comunicato stampa, il Ministero dell’Economia e della Finanza, ha reso noto che il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) ha approvato una delibera sulle disposizioni applicative del secondo comma dell’art. 120 del Testo unico bancario (TUB) così come modificato dal decreto banche (D.L 18/2016 convertito con modificazione nella L.49/2016).


Viene previsto pertanto che:

  • nei rapporti di conto corrente  sia assicurata la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, che in ogni caso non sarà inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, sempre, al termine del rapporto per cui sono dovuti;
  • gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido;
  • gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;
  • il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili;in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo.

Un ulteriore passo avanti nella lotta alla posizione dominante del sistema bancario a scapito soprattutto delle piccole e medie imprese, che hanno visto negli ultimi anni una sempre maggiore incidenza del costo del denaro e una sicura difficoltà ad accedere al credito bancario.


Resta immutata la possibilità per le imprese che sono state particolarmente colpite di chiedere il ristoro di tutti gli interessi maturati e pagati negli anni, calcolati con l’addebito degli stessi trimestralmente o addirittura mensilmente.


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