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Stress lavoro-correlato: normativa e valutazione

Negli ultimi anni la problematica dello stress lavoro correlato (SLC) ha assunto particolare rilevanza in Italia e in tutta Europa, in quanto rappresenta uno dei problema di salute più frequente sui luoghi di lavoro ed è causa di assenteismo, incidenti ed infortuni, nonché correlata alla diminuzione della produttività aziendale. Ciò comporta costi considerevoli per le imprese, dati appunto da scarsa resa sul luogo di lavoro oltre che assenza per infortuni, malattie.

Il riconoscimento dello SLC quale rischio degno di essere tutelato si ha nel 2004 con l’Accordo Quadro Europeo sullo stress da lavoro siglato dal sindacato europeo e dalle maggiori associazioni datoriali europee con lo scopo di creare maggiore consapevolezza sul problema dello stress sul lavoro offrendo un modello per individuarlo, prevenirlo e gestirlo.

 

Gli Stati membri dell’Unione Europea per attuare l’Accordo hanno utilizzato metodi e strumenti propri (accordi o linee guida concordate da datori di lavoro e sindacati, contratti collettivi nazionali,  modifiche del quadro normativo) che riflettono la loro diversa storia, i differenti contesti nazionali e i diversi stili di comunicazione.

In Italia l’Accordo Quadro Europeo è stato recepito con l’Accordo interconfederale del 2008 sottoscritto dalle maggiori associazioni datoriali nazionali e da Cgil, Cisl e Uil, ma il concetto di SLC verrà consacrato in via legislativa con il D.lgs 81/2008 che all’art. 28 specifica l’obbligo per tutti i datori di lavoro di effettuare la valutazione di tutti i rischipresenti in azienda, compreso lo SLC, e in caso contrario sono previste  sanzioni pecuniarie e penali.

Data la genericità dell’art. 28 è stato in seguito emanato il D.lgs 106/ 2008 che ha introdotto il comma 1-bis all’art 28 con cui veniva affidato alla Commissione Consultiva Permanente il compito di elaborare linee guida rappresentanti il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione dello SLC.

La metodologia indicata, rivolta a gruppi di lavoratori esposti in maniera omogenea allo SLC , prevede una fase necessaria di valutazione preliminare degli indicatori oggettivi di stress (eventi sentinella-fattori di contenuto del lavoro- fattori di contesto del lavoro) e una fase eventuale di valutazione approfondita della percezione soggettiva dello stress da parte dei lavoratori che si svolge attraverso riunioni, focus group, interviste semi-strutturate o questionari validati.

Data la semplicità e brevità di tali indicazioni, l’INAIL nel 2011 ha pubblicato delle linee guida facendo riferimento ad un percorso metodologico basato sul modello dei “Management Standard” britannici messo a punto nel 2004 dall’Health and Safety Executive (HSE), e validato in Italia su più di  75 aziende e circa 6300 lavoratori.

Tale modello, nella valutazione dello SLC, prevede il coinvolgimento centrale e collaborativo di datore di lavoro, figure della prevenzione aziendali e lavoratori e per la fase di valutazione approfondita individua lo strumento del Questionario-indicatore che consta di 35 domande, riconducili ai 6 “Management Standard” ritenute le principali fonti di stress sul lavoro.

Esso viene somministrato ai lavoratori con garanzia dell’anonimato nelle fasi di compilazione, raccolta e inserimento dati nel software specifico, reso facilmente accessibile dall’INAIL sull’apposita piattaforma online.


 

Molto spesso tale prospetto viene redatto con l’ausilio del Consulente del Lavoro;  il consiglio è quindi di attivarsi affinchè tale prospetto sia stato attivato ed eventualmente aggiornarlo alla realtà aziendale.


 

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